Paul Zanker,
Un'arte per l'impero. Funzione e intenzione delle immagini nel mondo romano
a cura di Eugenio Polito,
Milano, Electa ("Saggi di archeologia"), 2002, pp. 236, 21 ill. colore e 148 b/n, € 35,00

 

Il libro pubblicato da Electa è una raccolta di saggi recenti di Paul Zanker, alcuni dei quali tradotti in italiano per questa pubblicazione. I testi rappresentano un idoneo panorama degli studi recenti dell'archeologo tedesco, basati su tentativi di ricostruzione dell'immaginario, ovvero del mondo delle immagini, proprio della società e della cultura romana. Si tratta in definitiva di contributi a «una "storia delle immagini nell'impero romano", orientata sulle funzioni e sui contesti». In questa frase si può riassumere significativamente l'aspetto metodologico del lavoro di Zanker, noto in Italia soprattutto attraverso due lavori pubblicati alcuni anni fa nei "Saggi" Einaudi (Augusto e il potere delle immagini e Pompei)

Negli studi di Zanker, le immagini sono intese come forma di autorappresentazione di una società e contribuiscono in vari modi all'evoluzione di una cultura e di una società. Zanker studia così committenti e destinatari, ma soprattutto contesti e spazi destinati all'esposizione delle immagini, ovvero quelli che lo studioso chiama «spazi figurativi» (Bildräume), di cui i vari saggi forniscono un'ampia casistica. Altro aspetto fondamentale del lavoro di Zanker è l'esame delle forme di ricezione e del differente valore che i vari osservatori potevano assegnare a uno spazio figurativo o a una singola opera d'arte, in funzione di livello sociale o culturale e quindi della possibilità di istituire confronti, connessioni, distinzioni. In questi tentativi di esame, lo studioso viene sottoposto a continue prove di carattere metodologico e pratico, dal momento che dobbiamo considerare come l'eccellente lavoro di Zanker si sia sviluppato con una concreta difficoltà di approfondire le questioni affrontate, a causa dei vincoli di cui soffre la ricerca sulle società antiche: carenza di documentazione scomparsa o alterazione profonda dei siti e delle opere d'arte, etc.

Nonostante questi limiti, i saggi di Zanker forniscono sempre risposte illuminanti o ipotesi interpretative concrete. Le immagini vengono considerate come forme di comunicazione sociale, elaborate in base a una precisa individuazione di funzione e di destinazione. Così gli imponenti spazi monumentali situati al centro delle città erano destinati a messaggi di carattere politico, caratteristici dell'arte statale e imperiale, attraverso l'uso esplicito ed evocativo della grande eredità culturale e figurativa di origine greca. Ma accanto a questo contesto magniloquente, Zanker esamina anche gli spazi semipubblici o privati come quelli delle domus patrizie, fornendo un quadro di insieme convincente.

Tuttavia, anche se consente ampi sviluppi e importanti risultati, come riconosce lo stesso studioso, un simile approccio apre degli spazi di incertezza e costringe a lasciare senza risposta molte domande. Tuttavia il lavoro di Zanker è un importante esempio metodologico, sia perché riferito a contesti cronologicamente lontani da noi, sia perché consente di formarsi un'idea verosimile della concezione che nelle città dell'impero romano si aveva delle immagini e del loro sovrabbondante uso.

Guido Ponziani
(18 gen 2003)


Indice

Capitolo I
Il mondo delle immagini e la comunicazione

Capitolo II
I barbari, l'imperatore e l'arena. Immagini di violenza nell'arte romana

Capitolo III
Le donne e i bambini barbari sui rilievi della Colonna Aureliana

Capitolo IV
Immagini come vincolo: il simbolismo politico augusteo nella sfera privata

Capitolo V
Imitazione e riproduzione come destino culturale

Capitolo VI
Immagini mitologiche nelle case pompeiane

Capitolo VII
La tomba come luogo di autorappresentazione

Capitolo VIII
I sarcofagi mitologici e i loro osservatori

Capitolo IX
Il lutto di Fedra e l'istruzione di Ippolito

Capitolo X
Una matrona romana nelle vesti di Onfale

Capitolo XI
Spazi figurativi e forme di ricezione nella Roma imperiale. Questioni e suggerimenti per interpreti


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