William R. Rearick,
Il disegno veneziano del Cinquecento,
Milano, Electa, 2001, pp. 268, 108 ill. b/n e col., lire 80.000.

 

Il volume di Rearick si propone come un utilissimo punto di riferimento di base, quasi un manuale, per lo studio del disegno degli artisti veneti dalle ultime fasi del XV secolo, fino al principio del XVII, presentandosi in un'agile veste grafica e in una comoda scansione monografica. Il libro non intende proporsi come un corpus esasutivo della  grafica prodotta dagli artisti di area veneta, ma coglie i caratteri distintivi dell'opera dei vari autori trattati. Il testo è in fondo una sistemazione dell'ampia messe di studi compiuti dall'autore sul disegno veneto e perciò costituisce un momento importante della riflessione di Rearick su questa tema. E soprattutto, questo libro è una fondamentale, nuova sistemazione del panorama grafico veneto del Cinquecento, dopo il classico e monumentale, ma ormai invecchiato, lavoro dei coniugi Tietze.

Il volume è organizzato in trentasei capitoletti monografici dedicati a singoli artisti o gruppi ristretti di personalità. Nei vari capitoli l'argomento è affrontato con varie risistemazioni attributive e numerose importanti osservazioni relative alla funzione del disegno, sia in rapporto alla fase ideativa per la realizzazione di un dipinto, sia come prodotto dotato di una propria dignità e un proprio mercato. Insomma vengono chiarite, anche se spesso in termini essenziali, le questioni relative alla grafica dei vari autori esaminati.

Solo in alcuni casi, dovuti all'esiguità del corpus grafico superstite (come nel caso di Giorgione), o alla straordinaria importanza dell'artista (come avviene per Tiziano), Rearick ha tentato di presentare l'intero ctalogo dell'autore. In particolare, per quel che riguarda Tiziano, il pittore si conferma, anche attraverso l'esame del corpus grafico, la figura centrale del Cinquecento veneto, non solo perché con la sua carriera coprì più di tre quarti del secolo, ma anche per la sua straordinaria capacità di modificare tecniche e stile, inventando nuove soluzioni che gli consentissero sia di adeguare il disegno alle esigenze progettuali in vista di opere più impegnative, sia di rendere funzionale la sua grafica alle esigenze del mercato, fornendo invenzioni agli incisori o creando fogli finiti per collezionisti.

(LeV)
23 nov. 2001