Daniela Pizzagalli,
La signora del Rinascimento.
Vita e splendori di Isabella d'Este alla corte di Mantova

Milano, Rizzoli, 2001, pp. 576, £ 35.000 (€ 18,08)

 

Questa nuova biografia di Isabella d'Este dimostra ancora una volta gli effetti di lunga durata della storiografia tardo-romantica, che continuano ad affliggere ancora oggi gli studi su una delle più note figure femminili del mondo delle corti italiane tra XV e XVI secolo.

Nel libro di Pizzagalli la vita di Isabella continua ancora a essere oggetto e spunto di una narrazione cronachistica e genericamente aproblematica, benché non sia un libro privo di documentazione, anzi. Il materiale d'archivio è abbondante, così come è aggiornato (anche se sintetico) il riferimento agli studi critici. Purtroppo  bibliografia e documenti sono usati come spunto narrativo, tralasciando una più ampia visione critica che consenta di collocare la marchesa di Mantova in un contesto specifico di riferimento.

Ne emerge un medaglione biografico spesso assai analitico ma acritico e isolato, ricco di citazioni documentarie e bibliografiche non dichiarate in un apparato di note, del quale invece si sente in continuazione la necessità. Ciò dispiace, perché il lavoro di ricerca è concreto, ma non viene reso esplicito come dovrebbe, e Isabella d'Este ancora una volta viene ridotta a un fenomeno degno di essere trasformato in una sorta di racconto esemplare, privo dei necessari richiami al contesto storico e culturale della Mantova a cavallo tra Quattro e Cinquecento.

Fortunatamente questo libro non è l'ennesimo romanzo uscito sulla falsariga e sulla memoria dei lavori di Maria Bellonci, ma avrebbe potuto essere costruito molto meglio, cercando di equilibrare le esigenze del ricercatore con quelle del lettore meno avvertito. Purtroppo così, per conoscere veramente le vicende della marchesa di Mantova, dobbiamo anora fare riferimento ai vecchi e fondamentali studi di Alessandro Luzio e Rodolfo Renier, che forse andrebbero un giorno seriamente aggiornati e riproposti in una riedizione critica.

(LeV)
23 nov. 2001