Teofilo Folengo,
La umanità del Figliuolo di Dio,
a cura di Simona Gatti Ravedati,
Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2000, pp. 480, lire 80.000.

 

La umanità del Figliuolo di Dio di Teofilo Folengo viene presentata al pubblico in una nuova edizione critica integrale, curata da Simona Gatti Ravedati.

Il testo di Folengo, redatto al principio del quarto decennio del Cinquecento e pubblicato a Venezia (Aurelio Pincio) nel 1533, si presenta come un lungo poema in ottave di argomento religioso. Si tratta in definitiva di un'interessante trascrizione poetica in volgare del racconto evangelico, basata principalmente sul testo dei Vangeli canonici, con un minimo ricorso a materiali apocifi e leggendari. Il racconto della vita di Cristo viene così parafrasato con estrema attenzione alla corrispondenza ai testi sacri e con il metro aulico utilizzato da Ariosto. Il testo di Folengo in questo modo entra nel dibattito proprio del clima religioso pretridentino e nella questione metrica che stava per interessare le dispute letterarie in Italia.

I temi religiosi sono affrontati attraverso alcune posizioni proprie di quell'evangelismo italiano che verrà sconfitto a Trento, e perciò attraverso l'importanza assegnata alla misericordia divina, alla passione di Cristo, alla Grazia, al rapporto tra fede e opere e al valore delle opere, con la chiara presa di posizione a favore del libero arbitrio, ma anche con un netta denuncia degli abusi e della corruzione del clero. Nell'opera, quindi, Folengo si propone con un serio impegno letterario e con una riflessione culturale e dottrinaria che colloca questo testo tra i più interessanti nel momento in cui si sta sviluppando una nuova forma di poema cristiano.