Marcello Fantoni,
Il potere dello spazio. Principi e città nell'Italia dei secoli XV-XVII,
Roma, Bulzoni, 2002 ("Quaderni di Cheiron", n. 13), pp. 320, ill. b/n, € 33,00.

Questo libro presenta i risultati di una ricerca che si è posta l'obiettivo di dimostrare i legami profondi tra produzione architettonica e gestione del potere principesco. Ne scaturisce un'analisi ampia, la cui prospettiva è quella della lunga durata in rapporto alle realtà signorili e principesche italiane dal XV al XVII secolo. Il principe e la corte sono quindi intesi come centri decisionali legati allo sviluppo dei cantieri architettonici palatini, dell'organizzazione spaziale e urbanistica (la forma urbis), dei luoghi pubblici e privati, considerati tutti come segni del potere e della presenza del principe sul territorio sottoposto al suo dominio.

L'attività del principe in questo campo si articola quindi intorno ad alcuni nuclei fondamentali: la scelta consapevole e simbolicamente pregnante dei modelli antichi, l'esperienza cristiana, i principi etici a fondamento dell'auctoritas del signore. L'architettura diventa quindi manifestazione tangibile e visibile della volontà di autorappresentazione del principe, perché l'architettura è probabilmente l'espressione più significativa della magnificentia principesca. In questo senso, oltre a tutte le implicazioni funzionali, simboliche o cerimoniali di un edificio, va considerato anche il suo costo, così da estendere il signifcato dell'intervento architettonico dal campo più strettamente culturale a quello economico e, ampliando ulteriormente l'orizzonte, a quello politico in senso generale. L'architettura del principe, infatti, prevedendo degli impegni di spesa cospicui costituisce un elemento propulsivo per l'economia cittadina e quindi si connette a tutte le attività finalizzate all'acquisizione o alla conservazione del consenso da parte dei principi italiani, tradizionalmente instabili dal punto di vista istituzionale.

La linea di ricerca testimoniata da questo libro, ha trovato di recente importanti contributi da parte del Centro Studi Leon Battista Alberti di Mantova che, nel 1999, ha organizzato un convegno specificamente dedicato al tema del principe architetto, i cui atti sono stati recensiti in queste pagine. In quella sede, tuttavia, gli autori hanno presentato ricerche dedicate prevalentemente al costruito, alla committenza dei principi e ai suoi effetti materiali e visibili (il palazzo, la chiesa, la città...). Solo di passaggio quegli atti hanno dedicato spazio agli argomenti più storici affrontati da Fantoni, argomenti che, quindi, costituiscono un importante supporto, anche teorico, alle ricerche sulla commmittenza architettonica dei principi.

Il volume di Fantoni si apre con un esame dei prototipi ideali e reali dei palazzi principeschi del XV secolo, individuati nel patriarchium lateranense e nel palazzo imperiale di Costantinopoli, con i rispettivi spazi e la delimitazione sacrale rispetto alla città. Dal palazzo l'esame si estende alla città, la cui forma, quando è ideale e predisposta con specifici progetti, viene imposta dal principe, diventando così metafora dell'ordine politico e sociale determinato dalla presenza del signore. Dalla città, la trattazione passa di necessità all'esame del rapporto tra il palazzo e la città, con vari approfondimenti anche sulle strutture cerimoniali e funzionali degli spazi del palazzo. La terza parte del libro è dedicata ai luoghi sacri, necessari complementi degli spazi "lalici" del principe, mentre l'ultima sezione affronta brevemente le questioni legate all'importanza che l'architettura del principe riveste per l'economia della città e dello stato. Quest'ultimo tema riveste particolare importanza, perché è un tema nuovo e promettente, per ampliare la comprensione del ruolo trainante, anche economicamente, che la presenza di un principe poteva indurre in una città capitale e in uno stato nel suo complesso. Infatti, ben lungi dal considerare il principe un'entità parassita, Fantoni propone una letture del ruolo del signore in una chiave di attivazione dei meccanismi economici e di ridistribuzione della ricchezza, intendendo tale ruolo anche in chiave politica, finalizzata alla conservazione del consenso da parte dei cittadini.

Il volume di Fantoni si pone quindi come un importante momento di riflessione su questioni ancora poco affrontate tanto dagli storici che dagli storici dell'architettura, ma anche dagli storici economici e dagli storici dell'arte. Sicuramente significativa, in questo senso, è la prospettiva con cui l'autore guarda alla committenza architettonica dei principi, anche attraverso l'esame ampio delle fonti e della trattatistica (e nonostante alcune incrinature nell'impalcatura storico-artistica delle argomentazioni), una prospettiva che contribuisce sostanzialmente a una comprensione globalmente più articolata del ruolo dell'architettura nelle società signorili di antico regime.

(Leandro Ventura)
15 settembre 2002

 


Indice del volume

Introduzione

I.  Storia di un modello
    1. Dal sacrum palatium al castello
    2. La dimora del signore
    3. Città ideale, città del principe
    4. L'età delle capitali

II. Il palazzo e la città
    1. La centralità
    2. Il recinto chiuso
    3. Il microcosmo palatino
    4. Ordini dell'abitare e segni di distinzione

    5. Gli spazi del potere
    6. La disseminazione

III. I luoghi del sacro
    1. La cappella e la cattedrale
    2. L'immagine e la reliquia
    3. Il monastero
    4. Il mausoleo

IV. Indotto, economia e magnificentia

Bibliografia
Indice dei nomi


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