L'eredità greca e l'ellenismo veneziano,
a cura di Gino Benzoni
Firenze, Leo S. Olschki, 2002 ("Civiltà veneziana", Saggi, n. 46), pp. VI+370, ill. b/n, € 39,00.

 

L'eredità greca e l'ellenismo veneziano raccoglie gli interventi al XL Corso Internazionale di Alta Cultura tenutosi presso la Fondazione Cini dal 31 agosto al 12 settembre 1998. I numerosi saggi ripercorrono e presentano secondo nuove chiavi di lettura temi frequentati dagli studi, soprattutto in virtù dei forti legami della città lagunare con l'oriente greco, legami che scivolano ben oltre il 1453 della conquista turca di Costantinopoli e si estendono molto al di là dei semplici interessi politico-commerciali.

Anzi, forse è proprio il 1453 a costituire un punto di partenza di una nuova fase dell'ellenismo veneziano, per la fuga in occidente dei dotti greci che agevolmente individuarono in Venezia una nuova patria. E questo snodo storico segue di qualche tempo quello altrettanto drammatico del 1204, quando la cristiana Costantinopoli fu presa dai crociati e Venezia, per manifestare la sua supremazia sul Mediterraneo orientale, si "travestì", assumendo vesti ancora solo in parte sue, spostando opere, oggetti, idee e simboli in laguna. A queste prime fasi del rapporto profondo e dello scontro tra Venezia e Costantinopoli sono dedicati i saggi di Giorgio Ravegnani, Gherardo Ortalli, Ugo Tucci e Gino Benzoni, con segnalazioni importanti e letture tagliate su punti di vista particolari sulle variazioni politche, economiche, sociali e anche simboliche degli scambi tra le due città.

Numerosi sono poi gli studi dedicati a una figura emblematica del rapporto tra Venezia e la Grecia, ovvero quel Bessarione che, da cardinale convertito alla Chiesa romana, costituì un determinante elemento di collegamento tra il mondo orientale e quello dell'umanesimo quattrocentesco. Per Venezia, poi, Bessarione assume particolare importanza dal momento che egli, individuando in laguna la sua nuova patria dopo l'abbandono di Costantinopoli, da un lato riconobbe la   "grecità" di Venezia e il ruolo della città a proporsi come ideale erede di Bisanzio; ma da un altro lato, con la ben nota donazione dei suoi libri, creò i presupposti per ulteriori sviluppi dell'umanesimo greco a Venezia e in Italia. A questi temi sono dedicati i lavori di Giovanni Pugliese Carratelli, Marino Zorzi e soprattutto, per originalità, quello di Silvia Ronchey. Questi saggi, anche se non sono sempre innovativi rispetto a quanto già noto alla storiografia, costituiscono comunque un fondamentale momento di sintesi delle nostre conoscenze.

Tra le manifestazioni più significative dell'umanesimo greco veneziano va senz'altro ricordata l'attività di Aldo Manuzio e la sua straordinaria produzione di libri greci (affrontata da Luigi Balsamo), cui si collega la presenza di Erasmo in città (studiata da Jean-Clude Margolin); ma è necessario anche segnalare l'influenza esercitata sulla cultura francese (con i particolari legami indicati da Marc Fumaroli) e sulla singolare figura di Guillaume Postel, cui ha dedicato la sua attenzione Cesare Vasoli.

L'epilogo, dal punto di vista cronologico, di queste vicende dell'ellenismo veneziano si colloca in piena età neoclassica, alla fine della Repubblica e nell'opera di Foscolo (con i saggi di Vincenzo Di Benedetto, Lorenzo Braccesi e Giorgio Orelli).

Dal punto di vista più direttamente storico-artistico, nel volume troviamo i saggi di Ennio Concina, dedicato con ampi approfondimenti alle vicende architettoniche della presenza greca a Venezia, di Lionello Puppi, che esamina l'influenza greca sull'architettura veneziana del tardo Cinquecento, e di Augusto Gentili, che ripercorre il rapporto tra Tiziano e il mito greco, con alcune novità rispetto a già note interpretazioni.

Per concludere, si deve osservare che il libro è, come tutte le raccolte di saggi, di livello qualitativo molto variabile, ma ciò che va senz'altro segnalato è il valore di sintesi, storiografica e bibliografica che esso fornisce per i futuri studi sulle relazioni tra Italia e Grecia in età medievale e moderna e soprattutto sul particolare ruolo di Venezia in questo ambito di scambi a tutti i livelli. Purtroppo si nota ancora una volta una carenza che ormai diventa grave nella produzione editoriale di questo tipo di materiali. L'assenza di un indice analitico, infatti, rende difficilmente utilizzabile il volume e decurta la funzionalità dei saggi che vi sono raccolti.

Guido Ponziani
(10 mag 2003)


Indice

Gino Benzoni,
Premessa

Giovanni Pugliese Carratelli,
Bessarione, il Cusano e l'umanesimo meridionale

Giorgio Ravegnani,
I dogi di Venezia e la corte di Bisanzio

Gherardo Ortalli,
Venezia mediterranea e grecità medievale: relazioni, conflitti, sintonie

Silvia Ronchey,
L'ultimo bizantino. Bessarione e gli ultimi regnanti di Bisanzio

Marino Zorzi,
Bessarione e i codici greci

Irene Favaretto,
Sculture greche nel territorio della Repubblica

Ugo Tucci,
La Grecia e l'economia veneziana

Ennio Concina,
Il quartiere veneziano di Costantinopoli

Luigi Balsamo,
Aldo Manuzio e la diffusione dei classici greci

Jean-Claude Margolin,
Erasme et Venise

Cesare Vasoli,
Guillaume Postel e l'eterodossia

Marc Fumaroli,
L'ellénisme vénitien et les origines du Collège de France

Lionello Puppi,
«Quelle cose.. che solo i Greci per magnificenza... poterono fare». Consapevolezza ed esperienza dell'architettura ellenica da Palladio a Scamozzi

Augusto Gentili,
Tiziano, la tragedia e il crepuscolo degli dei

Gino Benzoni,
Ellade e non solo Ellade: qualche appunto a e da Venezia

Vincenzo Di Benedetto,
Il neoclassicismo del Foscolo: avvii di un percorso

Lorenzo Braccesi,
Il mito ellenico e il fallimento di Campoformio

Giorgio Orelli,
«Un perenne ronzio» (rileggendo le Grazie del Foscolo)


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