Aubrey Diller, Henri D. Saffrey, Leendert G. Westerink,
Bibliotheca graeca manuscripta cardinalis Dominici Grimani (1461-1523),
Mariano del Friuli, Edizioni della Laguna, 2003 ("Biblioteca Nazionale Marciana. Collana di Studi", n. 1), pp. XII+212, 5 ill. col. e 2 b/n, € 25,00

 

 

Tra le numerose attività, che oggi diremmo di promozione culturale, di Domenico Grimani, l'interesse per i manoscritti greci è una di quelle meno note, a confronto con la passione collezionistica di arte antica e moderna, gli studi filosofici o l'impegno a favore di intellettuali del calibro di Erasmo da Rotterdam, come testimoniato anche dalle numerose opere che gli furono dedicate (elencate nell'introduzione del volume).

A latere di questi molteplici campi di azione, la creazione di una biblioteca si impone alla nostra attenzione, perché quella di Domenico alla fine del XV secolo era probabilmente la più vasta biblioteca privata europea, arricchitasi nel 1498 con l'acquisto della raccolta libraria di Giovanni Pico della Mirandola.

Le vicende della sua eredità hanno determinato la fortuna (o la sfortuna) dei suoi beni, dal momento che, quel che lasciò alla Repubblica di Venezia, ovvero le sue collezioni artistiche (e – unico manoscritto – il Breviario che oggi è uno dei codici più importanti della Biblioteca Marciana), godette di adeguate collocazioni. Ma la biblioteca, che il cardinale nel 1523 preferì donare in parte al convento agostiniano di Sant'Antonio di Castello e in parte al nipote Marino Grimani, ebbe vita differente.

In una prima fase, infatti, la biblioteca di Sant'Antonio di Castello, aperta al pubblico per volere del cardinale, si impose come il secondo polo bibliotecario "greco" di Venezia, con i suoi 160 codici, rendendo la città sempre più simile ad un "alterum Byzantium". Dall'analisi dei documenti sappiamo che il lascito del cardinale era ancora intatto nel 1545, ma nella seconda metà del secolo i monaci cominciarono a vendere i volumi, eludendo le disposizioni testamentarie di Domenico Grimani.

La biblioteca dispersa viene oggi ricostruita in questo volume, grazie all'analisi di alcuni documenti oggi divisi tra Biblioteca Apostolica Vaticana e Biblioteca Marciana. I manoscritti identificati sono oggi conservati un po' in tutta Europa, da Parigi a Monaco di Baviera, dal Vaticano a Venezia (ma in piccola parte). Perciò questa ricerca consentirà di avere una quadro più chiaro del potenziale culturale presente a Venezia nella prima metà del XVI secolo, ma soprattutto consentirà di chiarire alcune delle più singolari vicende di trasmissione culturale, di cui furono protagonisti questi manoscritti e i loro antichi proprietari.

Daniela Landi Rossotti
(16 giugno 2004)


Indice del volume

Marino Zorzi
Presentazione

Henri D. Saffrery
Avant-propos

Henri D. Saffrery
Introduction

Appendice

Bibliographie et abréviations

Catalogues des manuscrits grecs du cardinal Domenico Grimani

Documents A, C, V et T

Notice sur les documents publiés

Document A

Document C

Document V

Document T

Manuscrits cités dans l'édution du document A

Auteurs cités dans le document A


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