Sergio Bertelli,
Il re, la vergine, la sposa. Eros, maternità e potere nella cultura figurativa europea
Roma, Donzelli Editore, 2002, pp. IX+112, 18 ill. b/n, 24 ill. col., € 22,00

 

Questo volume di Sergio Bertelli potrebbe sembrare una delle frequenti incursioni che, di recente, storici noti hanno compiuto nel mondo della storia dell'arte, suscitando peraltro qualche dubbio relativamente alla strumentazione metodologica utilizzata. Si deve però subito dire che non è così, dal momento che Bertelli non cerca di dimostrare assunti storici partendo dall'esame delle opere d'arte ma, al contrario, utilizza le immagini come conferma documentaria a determinati aspetti della cultura di un'epoca. Insomma le immagini sono correttamente considerate come documenti di natura specifica e sui generis.

I tre argomenti trattati nel volume sono sintetizzabili nelle immagini di principi e sovrani, nelle rappresentazioni della Vergine e nei ritratti femminili, mentre, in ambito metodologico, ci si muove sempre nel campo degli studi antropologici e sociologici, legati all'apparire della persona come forma di manifestazione dell'essere. Del resto Bertelli da tempo lavora su simili questioni, sui problemi derivanti dallo studio del cerimoniale e dell'etichetta (in particolare delle corti), ovvero della forma per eccellenza dell'apparire "etico", moralmente e socialmente valido. Perciò non ci si deve meravigliare se il primo capitolo costituisca un recupero e un ampliamento di quanto lo studioso ha già scritto in un volume importante come The King's Body (2001), in cui vengono sintetizzati i problemi connessi al corpo del sovrano, alla sua aura sacrale, alle sue immagini e manifestazioni. In particolare, le varie parti del corpo (testa, gambe e piedi) vengono esaminate nel loro significato simbolico, profondamente radicato anche negli usi cerimoniali, così che la testa è la sintesi dell'intero corpo, la gamba rinvia alla clemenza, poiché il ginocchio in particolare ne è la sede, mentre i piedi richiamano l'atto della proskynesis dovuta a Cristo (e alle sue immagini), ma anche al sovrano, da Bisanzio in poi. Perciò attraverso questi parametri è possibile spiegare alcuni dettagli dei ritratti dei sovrani che conosciamo, come per esempio il particolare ampiamente ricorrente della gamba scoperta dal ginocchio in giù.

Nelle immagini della Vergine Bertelli segnala alcuni dati interessanti, seppur non del tutto inediti. Seguendo parametri interpretativi di carattere essenzialmente antropologico lo studioso sottolinea come la figura di Maria alle origini dovette sostituire progressivamente in ambito cristiano le divinità mediterranee protettrici del parto: il parto indolore e miracoloso della Vergine costituiva un'importante forma  consolatoria per le partorienti che mettevano spesso a repentaglio la propria vita. Per questo motivo il trono di Maria, solitamente interpretato come sedes sapientiae o come attributo regale, può essere considerato anche come una sedia da parto, tanto più che spesso Maria mostra un ventre gravido che, a questo punto, non deve essere letto solo in maniera simbolica, ma come segno evidente della sua maternità miracolosa e del suo parto indolore. Quindi la nascita come momento iniziale della vita di Cristo, ma a questa seguirà dopo non moltissimi anni la morte, ed ecco che questa viene prefigurata (ma già gli storici dell'arte lo sanno) dal sonno del Bambino in braccio alla Madre.

Infine il ritratto femminile seminudo, con seno/i scoperto/i, o in piena e spesso provocante nudità. Bertelli elmina radicalmente ogni presupposto peccaminoso nella lettura di queste immagini, attribuendo alla pruderie o alla sessuofobia otto-novecentesca le ricorrenti letture di queste immagini come immagini di prostitute o di amanti (come peraltro ancora di recente si va pervicacemente ripetendo). In questo capitolo si segnala la possibilità (anche qui a noi già nota) che i ritratti di fanciulle che espongono in maniera più o meno generosa le loro nudità siano immagini di spose a uso privato e familiare del marito. Ma in questo capitolo si segnala anche il possibile e interessante uso di doppi ritratti femminili, in abiti da sposa e in abiti discinti, praticamente un prima e dopo il matrimonio. In questo ambito interpretativo Bertelli accomuna, per esempio, due celebri dipinti di Raffaello come la Velata degli Uffizi e la Fornarina di palazzo Barberini, che da sempre sono state considerate come immagini dipinte facendo riferimento alla medesima modella. Sempre pensando a un doppio ritratto, lo studioso menziona Amor sacro e Profano di Tiziano, in cui le geminae Veneres sarebbero due ritratti, seppur ideali, di Laura Bagarotto, prima e dopo l'unione con Niccolò Aurelio.

Per concludere questo rapido esame, un'impressione generale che dà questo volume è che sia un'utile sintesi di molti materiali, ma che spesso questi materiali sono utilizzati, da un lato, dimostrando la limitata frequentazione delle immagini da parte dello studioso e, da un altro lato, senza dare il giusto riconoscimento ai molti studi che in questi ultimi anni hanno, nel campo della storia delle immagini, fornito importanti chiarimenti nelle stesse direzioni interpretative riprese da Bertelli. Questo è quel che avviene per esempio (ed è bene qui rimanere in campi prossimi a quelli battuti da "Venezia Cinquecento") nel caso degli studi di Rona Goffen e soprattutto di quelli di Augusto Gentili (usati in casi limitati e non significativi) sul ritratto femminile, come immagine della sposa, tanto che Bertelli non cita, per esempio, il saggio pubblicato da Gentili nel catalogo della mostra romana sull'Amor saro e Amor profano del 1995, in cui si approda a conclusioni del tutto simili a quelle alle quali qui giunge lo studioso.

Nonostante questi appunti, che peraltro potrebbero estendersi almeno anche al secondo capitolo, il libro è spesso chiarificatore e propone molti spunti inediti sfuggiti agli storici dell'arte i quali, a loro volta, frequentano poco gli studi atropologici e sociologici. Anzi, proprio per questo si sente la mancanza nel volume di un indice analitico e di una bibliografia generale che rendano più immediatamente utilizzabili i materiali presentati da Bertelli.

Leandro Ventura
(13 apr. 2003)


Indice del volume

Al benevolo lettore

I. Teste, gambe e piedi regali. Le roi en morceaux
1. La testa
2. La gamba
3. Il piede

II. Il ventre della Vergine. De partu Virginis, de morte Christi
1. Il ventre di Maria

2. Il trono
3. I Magi e il prepuzio divino
4. Figlio di Madre Chiesa
5. L'Addolorata

III. Le mammelle della sposa. Cortigiane sfacciate e sposi voyeurs
1. Una mammella scoperta
2. Entrambe le mammelle scoperte
3. Nudità


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