Eugenio Battisti,
Iconologia ed ecologia del giardino e del paesaggio,
a cura di Giuseppa Saccaro Del Buffa, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 2004 ("Giardini e paesaggio", n. 9), pp. XIV + 420, 112 ill. b/n e 33 tavv. col., € 52,00

 

Questo libro raccoglie articoli e testi di conferenze di Eugenio Battisti, alcuni ben noti, altri rari o inediti. Il materiale viene diviso in due parti, la prima dedicata al periodo dal Medioevo al Seicento, l’altra relativa a problemi urbanistici e paesaggistici dell’Otto-Novecento. Ne emerge una storia del giardino e del paesaggio, nel mutarsi delle tecniche topiarie e idrauliche e delle motivazioni culturali, per i nessi tra arti visive, letteratura, scienze naturali e agrarie, organizzazione socio-economica, crisi politiche ed ecologia.

Battisti, fondando la sua analisi sul metodo iconologico, si mostra interessato sia all’aspetto visivo dei giardini, rappresentati in dipinti o tuttora esistenti, sia alle descrizioni poetiche di letterati come Petrarca, Boccaccio o gli umanisti, e delle loro fonti, specie l’Ovidio moralizzato, sia, ancora, al rapporto con pratiche devozionali, laudi e inni religiosi, sia, infine, alla permanenza dell’immaginario mitologico.

Dal giardino analizzato come sfondo di dipinti quale hortus conclusus si passò al giardino come percorso, quando anche la tipologia architettonica e l’urbanistica vennero intese come soggetti suscettibili di studio iconografico, cioè come strutture simboliche significanti, quasi categorie mentali. Il successivo incontro tra l’iconologia e la moderna ecologia ha favorito un atteggiamento nuovo verso la possibilità di costruire oggi giardini e di rivitalizzare la loro funzione entro il paesaggio urbano e nella scenografia di antichi e nuovi parchi tutelati dalla legge.

Una volta di più, in questo libro possiamo scoprire un Battisti attento ad aspetti apparentemente secondari della storia della cultura, che invece, grazie alle sue straordinarie letture, acquistano una luce nuova e un peso effettivo nel nostro panorama di conoscenze del passato, inevitabilmente, destinate a trovare nel presente il loro riverbero naturale.

Leandro Ventura
(9 feb 2006)

 

 


Indice

Presentazione
Prefazione
"Nell’acqua chiara e sopra l’erba verde..."

Parte prima
I. Dalla ‘Natura artificiosa’ alla ‘Natura artificialis’
II. Il paesaggio. Complessitā e storia di un ‘genere’
III. Non chiare acque
IV. Boccaccio e le sue esperienze visive
V. Il Mantegna e la letteratura classica
VI. Sull’intimo disordine dell’ordine ordinatissimo
VII. Le origini religiose del paesaggio veneto
VIII. Un’antica interpretazione della ‘Tempesta’ di Giorgione.
IX. Quel che non c’č in Giorgione.
X. Pratolino, laboratorio di meraviglie
XI. L’antro dei sette sigilli
XII. La topografėa simbolica della Terrasanta nella prima fase cronologica dei sacri monti in Italia settentrionale e centrale (1480-1525)
XIII. Il concetto di imitazione e suoi riflessi sui sacri monti
XIV. Il ritiro nel giardino monastico come suicidio politico e culturale

Parte seconda
XV. In attesa di altri fantasmi
XVI. La legge e il giardino
XVII. La tutela del giardino storico
XVIII. Il verde urbano
XIX. Reinventando per il futuro i giardini del passato
XX. Odiando il paesaggio
XXI. Controcorrente

Appendice
XXII. Francesco M. Battisti, Il Minotauro contemporaneo
XXIII. Fiorenza Simonazzi, Il labirinto svelato

Elenco delle illustrazioni
Indice dei nomi


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