«VeneziAltrove. Almanacco della presenza veneziana nel mondo»,
a cura di Fabio Isman, n. 1-2002, Fondazione Venezia 2000-Marsilio, pp. 150 in italiano e inglese, 100 ill. a colori, € 10,00

 

Giuseppe De Rita, presidente della Fondazione Venezia 2000 Impresa e cultura, Augusto Gentili, storico dell’arte e docente a Ca’ Foscari, e Emanuela Bassetti per l’editore Marsilio, hanno presentato, il 13 dicembre alla Fondazione Querini Stampalia, il primo numero di "VeneziAltrove, Almanacco delle presenza veneziana nel mondo", che uscirà con cadenza annuale.

Dove sono oggi le opere d'arte che la Serenissima possedeva; come si sono disperse le sue collezioni; i capolavori perduti, magari per sempre; in quali musei del mondo, e in quali angoli di mille città, si respira oggi un "profumo di laguna": questi alcuni dei temi trattati dall’Almanacco. Dopo due secoli d'oblio, Antonio Vivaldi rinasce, ma a Torino; si ricostruisce la tribuna di palazzo Grimani, però a Bonn; un Ritratto di frate francescano di Jacopo Bassano "emigra" a Fort Worth, nel Texas: apparteneva a Cristoforo Orsetti, proprietario anche, dopo Gabriele Vendramin e prima dei Manfrin, di due tra i capolavori di Giorgione, La tempesta e La vecchia (e la scoperta colma un "buco nero", una lacuna nei passaggi di mano delle due opere); perfino una doppia lotteria polverizza, nel '700, una ricca collezione, quella di Giorgio Bergonzi: c'era anche un Raffaello, ora New York; e a Palazzo Ducale sopravvive ancora (un inedito assoluto, che l’Almanacco ha fotografato per la prima volta) l'ultimo deposito del periodo di Napoleone: 350 dipinti che nessuno ha più visto dall' ‘800, ormai in buona misura restaurati; anche i ritratti di tanti Procuratori di San Marco, del Cinque e Seicento.

In due lingue, italiano e inglese, e riccamente illustrato, l’Almanacco è il "vademecum" di una "diaspora" che ha disseminato nel mondo la grande cultura veneziana. Nel primo numero, in cui la prefazione di Giuseppe De Rita dà il senso dell’iniziativa, Augusto Gentili indaga, e lo racconta in un’intervista a Fabio Isman, sulla sparizione di un Ecce Homo di Tiziano, uno dei dipinti rimasti nello studio alla sua morte, già in collezione Barbarigo della Terrazza: ceduto all’Ermitage, secondo i responsabili del museo russo non risulta mai arrivato a San Pietroburgo, e ne rimane soltanto una fotografia, con un’annotazione forse di pugno di Adolfo Venturi, in una fototeca di Roma. Il museo straniero che "sa di veneziano", e viene debitamente raccontato anche negli acquisti più singolari, è il Jacquemart-André a Parigi; ed un’altra singolarità è la vendita all’asta di un mappamondo di padre Vincenzo Maria Coronelli che, a Londra, ha fatto registrare un vero primato del settore (370 mila Euro) ed è stato acquistato da uno sceicco, o da un principe reale, dell’Arabia Saudita: serve come pretesto per narrare le mille peripezie nella vita del suo autore. Infine, viene raccontata la mostra che, a Bonn, ha ospitato non pochi capolavori veneziani, e svariate ricostruzioni di famosi cicli pittorici, di pinacoteche storiche, o di laboratori di artisti.

Tra gli autori dei testi, collaboratori e intervistati, importanti studiosi: Linda Borean, Sandro Cappelletto, Augusto Gentili, Stefania Mason, Giovanna Nepi Sciré, Francesca Pitacco, Giandomenico Romanelli, Marino Zorzi. La prefazione è di Giuseppe De Rita, presidente della Fondazione Venezia 2000; l’Almanacco è a cura di Fabio Isman

Leandro Ventura
(19 gen 2003)

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Indice

L’editoriale/ Perché questo Almanacco. Una diaspora senza rimpianti (quando la città era un centro di produzione), di Giuseppe De Rita.

Il "caso"/ Un "altrove" che si cela a Palazzo Ducale. L’ultimo deposito: 350 quadri "proibiti" da due secoli, c’era anche un Tintoretto, di Fabio Isman.

La collezione da riscoprire/ Cristoforo Orsetti e i suoi 92 capolavori. Come sono andati dispersi (un Bassano è in Texas) i rari dipinti di un mercante, di Stefania Mason.

L’"altrove"/ Tiepolo dal Brenta alla Tour Eiffel. Venezia è anche sulla Senna: la singolare storia del museo Jacquemart-André, di Francesca Pitacco.

La musica/ Vivaldi perduto e ritrovato. Due secoli di assoluto oblio (dal 1761 al 1928) poi il ritorno. Ma a Torino, di Sandro Cappelletto.

L’opera sparita/ I tanti misteri di un Ecce Homo. Augusto Gentili dà la caccia a un famoso Tiziano: era partito per la Russia …, intervista a cura di Fabio Isman.

Il documento inedito/ 4.800 biglietti, un tesoro in fumo. Nel ‘700, una doppia lotteria polverizza una collezione: e un Raffaello è a New York, di Linda Borean.

L’asta/ Il grande "cosmografo" Coronelli. A uno sceicco (per 370 mila Euro) un celebre mappamondo: l’incredibile vita di chi lo fece, di Fabio Isman.

La mostra/ Palazzi e collezioni, ora ricomposte. Ganimede vola, ma a Bonn (ovvero: come si può ricostruire quando esisteva a Venezia), Intervista a Nico Romanelli a cura di Fabio Isman.


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