Un impegno per il Duemila e oltre

 

Come sarà la storia dell'arte all'inizio del terzo millennio? Plausibilmente, identica alla storia dell'arte di questa fine del secondo. L'ideologia prodotta dal sistema ufficiale della disciplina si riverserà ancora in mostre spettacolari dai cataloghi frettolosi e scoordinati, in monografie colorate e vezzose come scatole di cioccolatini. Alle molte codificazioni enciclopediche che già hanno attraversato gli ultimi vent'anni, compendiando presuntuosamente l'esistente senza distinguere tra il ripetibile e l'irripetibile, si affiancheranno prepotentemente i repertori dettati dalle nuove tecnologie. Sarà la definitiva rivincita del conoscitore, il trionfo dell'etichetta, la gloria dell'autonomia monodisciplinare – con la benedizione del mercante.

L'Apocalisse? Ma no: solo, ogni tanto non si può fare a meno di contemplare la maggioritaria tristezza per poi riconoscersi, una volta di più, nell'allegria minoritaria e irriverente della sperimentazione, nella tensione costruttiva del confronto multidisciplinare, nell'orgogliosa consapevolezza dell'impegno di ricerca lungo i percorsi difficili di una storia concreta, contrassegnata dal mutamento e dal conflitto.

Venezia Cinquecento nasce per iniziativa di un gruppo di studiosi che da tempo si sono riconosciuti in questo impegno di ricerca trovando interessi comuni entro le due coordinate programmaticamente indicate: la Repubblica di Venezia, nel Cinquecento. All'anomalia progettuale della delimitazione geografica e cronologica Venezia Cinquecento ne fa seguire un'altra: pur essendo prevalentemente dedicata alla storia delle immagini, la nuova rivista offre infatti ampio spazio non soltanto a studi di carattere dichiaratamente multidisciplinare e interventi di taglio specificamente metodologico, ma anche a contributi di argomento storico, storico-religioso, storico-letterario. Una specifica sezione presenta testi e/o documenti cinquecenteschi, riproducendo integralmente i manoscritti e le edizioni originali, e li introduce al successivo dibattito tra studiosi di diverse discipline. Sul piano metodologico Venezia Cinquecento è aperta ai contributi impegnati nell'indagine storico-contestuale, nell'analisi iconologica e semiotica, nella ricerca sui documenti e le fonti, nell'approfondimento dei problemi della committenza e del collezionismo.

 

Augusto Gentili
(Da Venezia Cinquecento, anno I, n. 1, 1991)